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venerdì 9 gennaio 2009
mercoledì 17 dicembre 2008
Il posto lo conoscevo da tempo, ci ho portato un amico di Milano. Che arrivato all'ultimo cucchiaio del bignolone alla crema pasticcera mi ha detto: adesso chiedo un letto e rimango qui.
Ca' del lupo è una sicurezza, per chi vive nelle Langhe. Sicurezza che si era un po' appannata durante l'ultima visita, un matrimonio che aveva offerto una cena appena sufficiente. Ma gli invitati erano tantissimi, capita. Sono tornato sul luogo del delitto due mesi dopo perché il cuoco si facesse perdonare.
La sfogliatina con mousse di tuma (la robiola delle Langhe) e verdurine è buonissima, già lo sapevo. Peccato che stavolta, essendo in alimentazione controllata, abbia scelto l'insalatina con spek, primo sale e melograno. Equilibrata, appetitosa, oltretutto è più difficile fare un piatto buono senza ingredienti importanti (lo spek, nel tutto, non copriva i sapori). Alla prima visita consiglio però il tris del lupo (sfogliata, vitello tonnato e carne cruda di fassone).
Sui primi non si sbaglia: tajarin alla piemontese, ravioli, volendo gnocchi ai formaggi. Mai trovato una cottura errata, una pasta poco gustosa o grossolana, un condimento insipido o - come capita non di rado - stracarico di unti. Neanche stavolta: i tajarin (rinuncio al ragù, li prendo con un sugo leggero di pomodoro) sono fatti ad arte.
Sui secondi sarò monotono, ma prendo ancora una volta il coniglio cotto nel forno a legna. Così croccante e gustoso lo mangio davvero di rado. Mi riferiscono che lo stinco alle erbe aromatiche faccia la sua degnissima figura, ma di più non posso dire. I viziosi, invece, possono dedicarsi all'uovo in cocotte con la fonduta e il tartufo bianco d'Alba, se è stagione. Chiudo il pasto con un gelato allo yogurt con salsa calda di frutti di bosco. Delizioso, accidenti. Mentre il mio vicino quasi stramazza al suolo per la bontà della crema pasticcera, e io gli racconto di quella trattoria fuori Alba che offre i dolci surgelati della Bindi, penso al cremino di torrone col cacao amaro, altra bontà che per questa volta mi nego. Sul tavolo rimane un avanzo di Barbera d'Alba 2006 di Pio Cesare, che in carta vien messa a 16 euro.
Ah, il caffè: lo scelgo decaffeinato, e una volta su due nei ristoranti ti portano una schifezza. Questo, invece, è buono. Pane e focacce, se vi interessa saperlo (e a me interessa, di solito) sono cotti nel forno a legna. I prezzi? Facile. Gli antipasti costano 8 euro, i primi di pasta fresca altrettanto, i secondi 12, i dolci 5.
Il padrone della baracca (baracca: è una villa con piscina splendida, con vista mozzafiato sulle Langhe dai seicento metri di Montelupo e hotel con camere a quattro stelle) si chiama Stefano, è molto gentile e discreto nei modi. Si va a cercare la carne buona da allevatori locali, fa la spesa al mercato, non lesina sugli ingredienti e, nel piatto, te ne accorgi.
Voto: 8,5/10
Provato l’ultima volta il 15 dicembre 2008
Ca' del lupo
Via Ballerina 15
12050 - Montelupo albese (CN)
Tel + 39 0173 61 72 49
Mobile +39 340 58 28 599
chiuso il mercoledì
http://www.cadellupo.it/
Recensione di Federico Ferrero
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venerdì 14 novembre 2008
TARTUFI BIANCHI D'ALBA
Buongiorno,
un utente de ilmangione.it ha inviato questa recensione del suo ristorante.
La recensione è stata valutata dallo staff de ilmangione prima di essere resa visibile sul portale.
Cordiali saluti, lo staff de ilmangione.it
ID ristorante: 1646
Giudizio servizio: 9
Giudizio cucina: 8
Giudizio ambiente: 7
Recensione: Organizziamo un pranzo a base di tartufo in questo ristorante tra le Langhe a Montelupo Albese, consigliatomi da un'amica fidata, Albese DOC. Questo periodo non è il migliore per mangiare il tartufo, perché sono i primi e costano 4,5 ? al grammo... ma quando viene in mente di organizzare, se non appena di parla di tartufo?
Siamo undici affamati di Milano e concordiamo un menù fisso che parte con due antipasti: carne cruda, servita in "palline", davvero fresca, sulla quale ci facciamo grattare le prime scaglie di tartufo; poi ci servono una terrina di uova alla coque e fonduta, che si sposa alla grande con il tartufo che ci facciamo grattare dalle cameriere, per essere parsimoniosi e non permettere a nessuno di abbondare più del dovuto!
Arrivano i due primi: i classici tagliolini al burro, quelli molto fini, tipici piemontesi, sui quali ora abbondiamo con le grattate e che però hanno il problema di diventare subito freddi; arrivano poi gli stupendi agnolotti ripieni di fonduta che diventato divini sotto le scaglie del tubero.
A questo punto del pranzo siamo già tutti abbastanza provati, anche per il Barbera d'Asti con cui pasteggiamo, ma andiamo avanti e assaggiamo i due secondi: stinco di maiale e coniglio che si scolgono in bocca, accompagnati da ottime patate arrosto tagliate a medaglioni.
Nonostante le nostre pance siano già stra-piene, assaggiamo tutti quanti il dolce a base di torroncino, tipico del Piemonte, che si presenta in due palline di panna e torroncino, ricoperte da un ottimo cioccolato e spruzzate da un po' di zucchero a velo.
Arrivano i caffè e gli ammazzacaffè e poi la grande sorpresa: 80 euro a testa, il conto finale, quando parlando con il gestore la settimana prima, mi aveva fatto una previsione intorno ai 90-100 euro... Fantastico!
Prezzo: 80
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